Il Parlamento Italiano e la FTT

ParlamentoItalianoLa proposta di una FTT approda anche al Parlamento Italiano.

L'11 Maggio 2010 è stata presentata in Commissione Affari Esteri e Comunitari della Camera una risoluzione firmata dall'onorevole Marco Zacchera (PDL) a sostegno dell'introduzione della Tassa sulle Transazioni Finanziarie.

Il giorno seguente, il 12 Maggio, un'altra risoluzione favorevole alla FTT è stata presentata nella stessa Commissione della Camera dall'Onorevole Mario Barbi (PD). Ecco il testo completo della risoluzione.

Al Senato è stato presentato un DDL  (numero 2189) dalla Senatrice Silvana Amati (PD), intitolato "Istituzione di una imposta sulle transazioni finanziarie (ITF) a favore di interventi di solidarietà nazionale ed internazionale".

Si tratta di tre significativi passi sul percorso di sensibilizzazione della classe politica italiana sull'efficacia di una FTT come strumento di lotta alla speculazione, di finanza innovativa e di fonte reperimento di risorse aggiuntive necessarie per far fronte alla crescita del deficit pubblico, all'emergenza sociale e lavorativa in Italia e per sostenere i progetti di mitigazione delle criticità socio-ambientali e di lotta alla povertà nei Paesi in via di sviluppo.

La FTT all’esame della CRIS - audizione pubblica del 25 Marzo

CRIS_logoLa CRIS - commissione speciale del Parlamento Europeo sulla crisi finanziaria, economica e sociale ha effettuato il 25 Marzo scorso un’audizione pubblica sulla governance globale, sugli squilibri internazionali, sulla riforma delle istituzioni finanziarie e sulla regolamentazione globale dei mercati finanziari. Un ampio dibattito è stato dedicato al tema dei paradisi fiscali e alla FTT.

Qui puoi trovare le relazioni dei panelists (tra cui Sony Kapoor di Re-Define, Stephan Schulmeister dell’Austrian Institut for Economic Research e Nuria Molina di Eurodad), la sintesi del dibattito e più in generale seguire i lavori della Commissione

Il COSTO DELLA CRISI... A CHI L'HA PROVOCATA

La tassa sulle transazioni finanziarie è un'imposta molto ridotta (tipicamente lo 0,05%) permetterebbe di fare pagare una buona parte del costo della crisi che stiamo vivendo a chi ne ha le maggiori responsabilità – i giganti della finanza e gli speculatori  -  mentre fino a oggi tale costo è stato scaricato sui cittadini, sui lavoratori, sulle fasce più deboli della popolazione, tanto nel Nord quanto nel Sud del mondo.

Visti i volumi dei mercati finanziari, che sono di centinaia di volte più grandi dell'economia "reale",  anche un'imposta molto piccola permetterebbe di riscuotere un gettito enorme, dell'ordine delle centinaia di miliardi di dollari ogni anno su scala globale. Risorse disponibili per finanziare i beni pubblici globali, per politiche di welfare, per la lotta ai cambiamenti climatici, per la cooperazione internazionale. Risorse ampiamente sufficienti per colmare il gap necessario a raggiungere gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio. Una parte del gettito potrebbe essere usata per ridare fiato ai conti pubblici, colpiti dalla crisi e dagli enormi piani di salvataggio per salvare il sistema finanziario.

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Appello di 350 economisti di tutto il mondo a favore di una tassa sulle transazioni finanziarie

350 economisti da tutto il mondo hanno sottoscritto un appello alle istituzioni europee per l’introduzione di una tassa sulle transazioni finanziarie in ambito UE. Leggi l’appello pubblicato su “European Voice” il 18 marzo scorso al link

http://www.europeanvoice.com/article/imported/a-tax-for-our-times/67442.aspx

Il Parlamento Europeo pensa ad una tassa sulle operazioni finanziarie

EP_logoUn recente comunicato stampa del Parlamento Europeo (10 Marzo 2010) fa trapelare quanto il tema della mitigazione dei costi della crisi economica da parte del sistema finanziario sia oggetto di dibattito anche nelle sedi istituzionali europee.

Il Parlamento Europeo sollecita una posizione comune dell'UE in ambito G20 riguardo a una tassa sulle operazioni finanziarie volta a coprire i costi della crisi, per l'economia reale e per stabilizzare il sistema bancario. Invitando la Commissione a valutare le possibili opzioni, precisa che tale tassa non deve ridurre la competitività dell'UE od ostacolare la crescita. Rileva poi l'esigenza di garantire al settore bancario la capacità di finanziare investimenti nell'economia reale.

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