zerozerocinque

  • Full Screen
  • Wide Screen
  • Narrow Screen
  • Increase font size
  • Default font size
  • Decrease font size

Cos'è la Financial Transaction Tax

Tassa sulle banche vs Tassa sulle Transazioni Finanziarie

Due misure complementari ma non alternative

Far pagare alle banche il costo del loro salvataggio. È il principio alla base della cosiddetta bank levy, la tassa sul patrimonio e i ricavi degli istituti di credito, proposta da più parti come strumento di raccolta fondi. L’idea, sostenuta in primis dal segretario al Tesoro degli Stati Uniti Timothy Geithner, prevede l’introduzione di un’imposta capace di alimentare una sorta di fondo di garanzia cui attingere in caso di necessità. Di fronte a nuove esigenze di salvataggio, in altre parole, l’onere dell’intervento non spetterebbe più ai contribuenti ma, di fatto, alle banche stesse.

Tutto quello che avreste sempre voluto sapere sulla TTF

La tassa sulle transazioni finanziarie (Financial Transaction Tax – FTT o TTF in Italiano) è nuovamente parte dell'agenda internazionale. Il documento finale del G20 di Pittsburgh di settembre 2009 chiede al Fondo Monetario Internazionale di preparare entro giugno 2010 un rapporto sulle opzioni su “come fare in modo che il settore finanziario possa dare un contributo giusto e sostanziale per pagare per ogni costo associato con gli interventi governativi per riparare il sistema bancario”.

Domande Frequenti (FAQ)

005cart

Abbiamo raccolto le principali domande - e risposte - sulla Tassa sulle Transazioni Finanziarie. Se ne avete altre o per ogni chiarimento ai vostri eventuali dubbi, curiosità e perplessità, contattateci all’indirizzo mail della campagna: info@zerozerocinque.it


Che cos’è una Tassa sulle Transazioni Finanziarie (TTF)?
- La TTF è una piccola tassa che verrebbe applicata a tutte le transazioni sui mercati finanziari. Si applicherebbe in particolare a ogni transazione finanziaria perpetuata attraverso lo scambio di azioni, di contratti futures o di qualunque altro strumento finanziario scambiato fra operatori attivi sui mercati.
A quali operazioni finanziarie verrebbe applicata la TTF?

- Riguarderebbe tutte le transazioni finanziarie (scambi di azioni, obbligazioni, scambi valutari e contratti derivati) sia sui mercati regolamentati che over the counter (OTC)

- Si applicherebbe limitatamente alle transazioni fra attori operanti abitualmente sui mercati finanziari. Le transazioni come pagamenti per beni e servizi, prestazioni lavorative, rimesse all’estero non sarebbero soggette alla TTF. Prestiti interbancari a breve termine e tutte le ordinarie operazioni bancarie (prelievi, versamenti, bonifici, ecc.) sarebbero esclusi dall’applicazione della tassa.

Qual è il legame fra la TTF e la Tobin Tax?

La Tobin Tax (proposta dall’economista James Tobin negli Anni Settanta) è una tassa che riguarda esclusivamente gli scambi di valuta. Con la TTF verrebbe ampliato il numero delle transazioni tassabili e con un tasso inferiore a quello della Tobin.

Quali sono i tassi proposti e a quanto ammonterebbe il gettito della TTF?

- I tassi proposti variano dallo 0,01% allo 0,5%. In generale non viene proposto un singolo tasso universale, ma lo si presume variabile a seconda del tipo di transazioni interessate.

- In ogni caso la tassa è configurata in modo tale che gli investitori a lungo termine ne risentano solo in un arco di tempo molto lungo (per esempio in occasione dell’acquisto e della vendita di azioni in loro possesso).

- La tassa è inoltre ideata in modo da avere un impatto lieve sui trader occasionali, mentre intercetterebbe scambi di natura speculativa perpetuati per esempio da trader giornalieri (che eseguono un numero elevato di operazioni spalmate su un arco temporale anche di poche ore se non meno), rendendoli meno convenienti.

- Il gettito globale dipenderebbe dal tasso imposto e dall’applicazione della TTF su scala internazionale. Se la tassa venisse applicata globalmente allo 0,05% si stima (Austrian Institute for Economic Research) che il gettito possa attestarsi fra i 500 e i 1000 miliardi di dollari l’anno anche a fronte di una potenziale riduzione di circa il 65% delle attività finanziarie conseguente all’introduzione della tassa.

E’ tecnicamente complicato prelevare la tassa?

Le operazioni finanziarie sulle borse di tutto il mondo vengono registrate su piattaforme elettroniche come lo SWIFT e il Continuous Liked Settlement Bank (CLS Bank). Basterebbe dunque un apposito software per prelevare l’imposta e versarla in automatico (per ogni operazione effettuata) all’ente preposto a raccogliere il gettito.

Chi applica la tassa e chi raccoglie il gettito?

Se la TTF fosse introdotta in un primo momento a livello dei singoli paesi, le rispettive autorità nazionali ne controllerebbero ogni aspetto e deciderebbero autonomamente se e quanto utilizzare del gettito raccolto per progetti internazionali. Questo potrebbe essere uno scenario iniziale. Nella auspicabile prospettiva dell’introduzione della tassa su scala globale, si dovrà andare verso la definizione di un ente sovranazionale (preferibilmente inquadrato nel sistema delle Nazioni Unite) che soprassieda a ogni fase dell’applicazione della TTF con poteri di controllo e di intervento in caso di infrazioni.

Quale sarebbe la destinazione del gettito raccolto?

Parte del gettito raccolto (potenzialmente il 50%) verrebbe impiegato per ridurre il debito pubblico e per compensare le enormi spese pubbliche (pagate con i soldi dei contribuenti) degli ultimi mesi risultate necessarie per salvare il sistema bancario e finanziario nonché al sostegno al reddito e all’occupazione e alla mitigazione delle criticità sociali acuitesi con la crisi.

Un’altra parte del gettito verrebbe destinata in aiuti ai paesi più poveri del pianeta e rappresenterebbe una risorsa di importanza fondamentale per realizzare gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio fissati dalla comunità internazionale nel 2000.

In maniera ancora più generale, parte del gettito raccolto con la TTF potrebbe essere utilizzata per il finanziamento dei Beni Pubblici Globali. Parliamo di quei beni – dalla biodiversità alla tutela del clima fino alla stessa stabilità finanziaria – che interessano l'insieme dell'umanità e che nessun governo è in grado di assicurare autonomamente.

Perché i tempi per una TTF sono maturi?

- C’è un deficit di risorse economiche. Il bisogno da parte dei governi di reperire risorse non è mai stato così elevato. Servono ingenti somme per abbattere i deficit pubblici, stimolare l’economia reale e le politiche sociali. Vanno reperite risorse per finanziare gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio e misure addizionali per far fronte ai cambiamenti climatici.

- Il sistema finanziario è al momento sottotassato. Nonostante abbia vissuto una fase di ampia espansione negli ultimi decenni fino ad arrivare a occupare la posizione di attore economico di primissimo piano, il settore finanziario contribuisce marginalmente ai bilanci degli Stati, pur trovandosi sempre più spesso (e non solo nelle ricorrenze di crisi cicliche) tra i responsabili delle difficoltà economiche cui gli Stati devono far fronte.

- Il sistema finanziario deve pagare la sua parte! Le persone non devono pagare due volte i costi di una crisi scatenata dalla finanza. Nei prossimi anni (e anche prima) i governi avranno bisogno di incrementare le proprie entrate e trovare una via d’uscita dalla recessione. Nella previsione di impopolari aumenti delle tasse sul reddito, della tassazione indiretta (IVA e tasse sul patrimonio) o dell’aumento di premi per assicurazioni contro la disoccupazione, l’immediato ampliamento della base imponobile, con l’inclusione del settore finanziario, sembrerebbe la migliore opzione possibile per attenuare i costi sociali della crisi.

- E’ ora nell’agenda del G20. Al vertice di Pittsburgh del Settembre 2009 i leader dei Paesi del G20 hanno incaricato il Fondo Monetario Internazionale di analizzare “la più vasta gamma di misure che i paesi hanno adottato o hanno intenzione di adottare per far sì che il settore finanziario possa contribuire al peso finanziario sostenuto dagli interventi governativi a sostegno del sistema bancario” (con soldi pubblici dei contribuenti). Interi settori della società civile spingono sul Fondo Monetario Internazionale perché riconosca la fattibilità tecnica della TTF e la sua efficacia come forma reperimento di gettito per il futuro.

 

Le principali obiezioni alla TTF

E-mail Stampa PDF
Ecco alcune delle più note critiche alla Tassa sulle Transazioni Finanziarie - e le risposte degli esperti che la promuovono.

1. La TTF potrebbe funzionare unicamente se fosse implementata su scala internazionale, entrando in vigore in tutto il mondo nello stesso momento. In caso contrario, l'effetto sarebbe quello di spostare le operazioni sui mercati che non adottano la tassa.


In molti Paesi sono già definite misure di tassazione sulle transazioni finanziarie e in alcuni casi con tassi di gran lunga più significativi di quello proposto per la TTF (la Stamp Duty nel Regno Unito su tutte). Al di là degli esempi concreti, le ricerche concordano nell'affermare che sarebbe abbastanza semplice disegnare la TTF in modo che sia possibile applicarla unicamente in un primo gruppo di Paesi, per poi estenderla progressivamente su scala internazionale. Inoltre finchè il costo della tassa non supera quello legato a una possibile rilocalizzazione, le istituzioni finanziarie sono molto più disponibili a pagare l'imposta che non a cercare altre piazze finanziarie.

2. La TTF diminuirebbe l’efficienza dei mercati
L'applicazione di imposte ha effetti distorsivi e i sostenitori del libero mercato contestano tale effetto anche nel caso della TTF, affermando che diminuirebbe l'efficienza dei mercati finanziari, il cui primo scopo deve essere quello di garantire l'allocazione ottimale delle risorse economiche tra chi ha bisogno di capitali (tipicamente le imprese) e chi ha dei risparmi da investire (famiglie, privati). In effetti la TTF comporterebbe una riduzione della dimensione dei mercati finanziari. Tale imposta, però, frenerebbe le scommesse a carattere speculativo, non gli scambi legati all'economia reale. In questo senso la TTF permetterebbe ai mercati  finanziari di dimensione ridotta di assolvere altrettanto bene (se non meglio) la loro funzione di facilitare l'accesso al capitale per le imprese. In altre parole i mercati finanziari potrebbero assolvere le stesse funzioni utilizzando meno risorse. In termini economici, questa è la definizione stessa di una migliore efficienza dei mercati finanziari, all'opposto di quanto sostenuto da alcuni critici.

3. Le attività speculative hanno anche effetti positivi
 Alcuni analisti sostengono che le attività di breve termine e speculative contribuiscono alla formazione dei giusti prezzi per gli strumenti finanziari: gli speculatori si dirigono verso gli strumenti sottovalutati e vendono quelli con un prezzo troppo alto, favorendo così il raggiungimento dell'equilibrio sui mercati. Questo può essere vero finché le attività speculative sono marginali rispetto alla dimensione complessiva dei mercati. Secondo gli ultimi dati, il volume delle transazioni valutarie è circa 70 volte superiore a quello del commercio di beni e dei servizi e il valore degli strumenti derivati ha continuato a salire, toccando nel 2009 i 203mila miliardi di dollari, quasi trenta volte il totale delle attività delle banche. In altre parole, la stragrande maggioranza delle operazioni finanziarie non ha alcun rapporto con l'economia reale, ma ha come unico obiettivo quello di produrre denaro dal denaro, vale a dire un fine speculativo. E' davvero difficile sostenere in buona fede che sia necessario un 99% di speculazione per trovare il giusto prezzo dell'1% di attività nell'economia reale. La realtà è che l'enorme massa di denaro a breve termine che si muove con estrema rapidità alla ricerca della massimizzazione del profitto ha un gigantesco effetto destabilizzante sul valore degli strumenti finanziari e sull'economia reale. Esattamente l'opposto di quanto sostenuto dai detrattori della FTT.
You are here: Cos'è la FTT